Il remo, strumento utilizzato per lo spostamento in acqua di un natante, è una leva di secondo genere.
La potenza viene applicata dal rematore all’impugnatura del remo. La resistenza è posta dal natante al quale si vuole imprimere il movimento e localizzata nello scalmo e il fulcro si trova nel punto in cui il remo è immerso nell’acqua.
Il remo ha una parte piatta (pala) ad una estremità. Il rematore impugna l’altra estremità. Il remo è distinto dalla pagaia perché quest’ultima è tenuta dal pagaiatore mentre il remo è collegato all’imbarcazione tramite lo scalmo.
Di solito il rematore è rivolto verso la poppa dell’imbarcazione: raggiunge la posizione più vicina alla poppa che riesce a raggiungere, inserisce la pala del remo nell’acqua e tira il remo verso sé. Traendo il remo indietro, verso la prua del natante, la pala del remo spinge l’acqua verso la poppa, imprimendo al natante una spinta in avanti.
Per migliaia di anni i natanti sono stati mossi o dalle vele o dal lavoro meccanico di rematori o pagaiatori. Alcuni natanti dell’antichità potevano essere spinti sia da remi che da vele, in funzione della velocità e direzione del vento (cfr. trireme e bireme).
Il remo
22 03 2008Commenti : Lascia un commento »
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La tradizione marinara veneziana
22 03 2008La tradizione marinara veneziana è molto antica ed ha prodotto una tipologia di imbarcazioni vastissima.
I veneziani per spostarsi in laguna hanno sempre fatto i conti con canali stretti e fondali bassissimi per ampie estensioni.
Per questo motivo le imbarcazioni che garantiscono una maggiore mobilità in laguna sono quelle che pescano meno e che sono sprovviste di chiglia: caratteristica peculiare delle barche veneziane è il fondo piatto.
Inoltre forma e dimensioni devono rispondere a diverse esigenze di carico e alla particolare tecnica di voga ad un remo sviluppatasi con successo nell’area veneta.
La dominazione veneta, estesasi anche nell’entroterra sino all’Adda, ha influenzato anche le tradizioni nautiche legate alla navigazione lacustre, diffondendo alcune tipologie di barche che per caratteristiche e metodo di remata si avvicinano molto alla tradizione veneziana.
Un capitolo a parte nella storia dei trasporti lagunari, ormai entrato nella tradizione, è relativo al servizio pubblico di linea e alla propulsione a motore.
Nello spazio sottostante sono riunite secondo le categorie di utilizzo diverse tipologie di imbarcazioni. La stessa voce può ricorrere in più categorie:
Imbarcazioni per il trasporto di persone
Tradizionali ed ancora in uso
* Batèla
* Balòtina o gondolin da fresco
* Còfano
* Gondola
* Gondolone
* Mascarèta
* Pupparìn
* Sanpieròta
* Sàndolo
* Topo
* Topo ciosoto
* Topa
* Topetta
Moderne
* Barchino
Imbarcazioni per trasporto merci
Tradizionali ma ancora in uso
* Batela
* Batelon
* Bragozzo
* Burchio
* Caorlìna
* Topa
* Topetta
* Topo
Tradizionali non più in uso
* Comancina
* Ortolana
* Peata
* Rascona
* Tartana
Moderne
* Patana
* Sàtara
Imbarcazioni per la pesca lagunare o marina
tradizionali in uso
* Bragozzo
* Sanpieròta
* Topo ciosoto
* Topetta
* Saltafossi
* Sandoletto da fossina
tradizionali scomparse
* Bragagna
* Mussetto
* Tartana
Imbarcazioni da caccia in laguna
tradizionali
* Balotina
* Còfano
* Fisolera
* S’ciopon
Imbarcazioni da regata
* Bissa
* Caorlina
* Gondola
* Gondolìno
* Mascareta
* Naèt
* Pupparin
* Sandolo
Da parata
* Balòtina
* Bissona
* Burchio
* Caorlìna
* Disdotona
* Dodesona
* Galeone da parata
* Gondola
* Gondolìno
* Gondolone
* Mascarèta
* Pupparìn
* Quatordesona
* Sàndolo
Archeologia navale
* Bucintoro
* Galea
* Galeazza
* Peata
* Rascona
Servizi di trasporto pubblico
A remi
* Gondola
* Gondolone
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