La calle (plur. le calli) è la tipica strada veneziana, incassata tra due file continue di edifici adibiti ad abitazione o a negozi al pian terreno.
La larghezza delle calli è estremamente variabile: si va dai 60 centimetri circa delle calli più strette che spesso per questo sono denominate callesèlle o callétte, fino ai cinque-sei metri o anche oltre di quelle più ampie, denominate spesso “calli larghe”.
Con il termine “salizzada” (lett. selciata) vengono denominate alcune calli larghe di importanza speciale. Il nome sta a indicare il fatto che in epoche passate queste strade proprio grazie alla loro importanza furono tra le prime a venir pavimentate con le classiche pietre in selciato grigio oggi usate pressoché ovunque in città, mentre il resto delle calli e delle strade presentavano una pavimentazione in mattoni di cotto disposti a spina di pesce (come ancora attualmente ha il campo antistante alla Chiesa della Madonna dell’Orto, presente ma coperto durante il restauro del Campo del Duomo a Chioggia) quando non erano del tutto prive di pavimentazione.
Alcune calli cieche secondarie, la cui unica funzione è consentire l’accesso alle abitazioni che vi si affacciano, vengono denominate “ramo”.
Anche la lunghezza delle calli è molto variabile: si va dai pochi metri fino alle “calli lunghe” che possono estendersi anche per qualche centinaio di metri, con un percorso talvolta tortuoso. Alcune calli lunghe, particolarmente importanti per le numerose attività commerciali che vi si affacciano fin da tempi remoti, sono denominate “ruga”: famosissime a Venezia sono la Ruga Giuffa e la Ruga Rialto.
La toponomastica delle calli è alquanto varia: molte prendono il nome di qualche personaggio famoso che spesso aveva case o palazzi nella zona (es. Calle Foscarini), altre richiamano l’antica o attuale vicinanza a una chiesa o un convento (es. Calle San Domenico) oppure si riferiscono a mestieri o attività che un tempo ivi erano praticati o concentrati (Calle del Pistór, Calle dei Całeghèri, Calle del Squero) e in qualche caso anche a semplici persone comuni che vi risiedevano o vi operavano e che per un motivo o per l’altro avevano acquistato una certa fama locale (es. “Calle del Barba Frutariòl”, lett. “Calle dello Zio Fruttivendolo”).