Cozza….. Peoci

20 12 2007

Il mitilo mediterraneo (Mytilus galloprovincialis), volgarmente chiamato muscolo nelle regioni settentrionali e cozza in quelle meridionali, è un mollusco bivalve ed equivalve, dalla forma grossolanamente quadrangolare, con il margine valvare arrotondato da un lato e un terminale appuntito e leggermente incurvato dall’altro. Le due valve sono tenute insieme da una cerniera con tre o quattro dentelli.
È un mollusco lamellibranco, dotato cioè di branchie a lamelle che assorbono l’ossigeno per la respirazione e che trattengono contemporaneamente il cibo per l’alimentazione, costituita soprattutto da plancton e particellato organico in sospensione.
La valva, composta principalmente da carbonato di calcio, si presenta esternamente di colore nero o nero-viola, con sot­tili cerchi d’accrescimento radiali e concentrici verso la parte appuntita; internamente si presenta invece di colore madreperla, ma con una superficie liscia.
Una volta aperto, il mollusco mostra il mantello che contiene tutti gli organi interni, tra cui quelli riproduttivi. La distinzione tra i due sessi è possibile grazie all’osservazione del colore del mantello stesso, il quale, una volta raggiunta la piena maturità sessuale, si presenta di colore giallo crema nei maschi e di colore rosso arancio nelle femmine.
La riproduzione avviene emettendo sperma e uova nell’acqua, dove avviene la fecondazione esterna.
Le larve attraversano diversi stadi di sviluppo prima di diventare adulte, allorquando per mezzo del bisso, un filamento bruno che secernono e che si solidifica a contatto con l’acqua, sono in grado di fissarsi a rocce o supporti duri.
La sua vita media è di circa quattro anni e l’attività sessuale dura per tutta la vita.
* In alcune zone del meridione d’Italia consumare cozze crude, eventualmente condite con succo di limone, è considerato apportatore di effetti afrodisiaci.
* Il termine “cozza” ha assunto in epoca recente un’accezione gergale e metaforica, di probabile provenienza romanesca, connotante una donna o ragazza decisamente brutta.
* In Campania, in particolare a Napoli, il termine cozza viene anche usato per connotare una donna con una cultura generale eccessivamente bassa, mostrata dal particolare utilizzo di gergo troppo semplice e ricco di accenti tonici errati.
* Ad Ancona, alle pendici del Monte Conero, la cozza viene definita mosciolo. Il mosciolo selvatico di Portonovo cresce tra il quartiere di Pietralacroce e la spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo ed è considerato un presidio di bio-sociodiversità dal Comune e dalla Provincia di Ancona. Il guscio del mosciolo è caratterizzato da uno spesso strato di concrezioni ed è tradizione degli anconetani raccoglierlo sul fondale “facendo i fiati”, ovvero in apnea. Il sapore del mosciolo è più intenso di quello delle cozze d’allevamento. Avviene di sovente che la pesca venga sospesa a causa della presenza di tossine determinate da microalghe.
* Nei dialetti di tipo veneto la cozza viene chiamata peocio o pedocio.