Mare Adriatico

5 12 2007

Il Mare Adriatico, (albanese Deti Adriatik, bosniaco e croato Jadransko more, serbo montenegrino Jadransko more o Јадранско море, sloveno Jadransko morje) è l’articolazione del Mar Mediterraneo situata tra la penisola italiana e le penisola balcanica. Bagna sei Paesi: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Albania. Anticamente l’intero mare era chiamato anche Golfo di Venezia, dal momento che la Serenissima vi esercitava un predominio quasi incontrastato.
È lungo circa 800 km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie di 132mila km². La profondità non supera i 300 m nella parte settentrionale e raggiunge i 1222 m più a sud, lungo la direttrice da Bari alle Bocche di Cattaro. La salinità media è del 3.8%, con forti differenze tra il nord, meno salino, e il sud. I principali corsi d’acqua che sfociano nel Mar Adriatico sono il Po, l’Adige, l’Isonzo, il Tagliamento, il Piave, la Narenta e l’Aterno-Pescara. In generale, i fiumi del nord, alimentati dai ghiacciai alpini, hanno un regime più regolare nel corso dell’anno, mentre quelli centro-meridionali presentano un carattere torrentizio. L’ampiezza di marea è abbastanza contenuta (circa 30 cm al sud e non oltre i 90 nell’estremità settentrionali): ciò ha permesso sin dall’antichità la fondazione, lungo la bassa costa settentrionale, di centri abitati come Aquileia, Chioggia, Grado e Venezia, famosa in tutto il mondo per il fenomeno dell’acqua alta che periodicamente ne sommerge di qualche decina di centimetri molte aree perdonabili.





Pista ciclabile…….

5 12 2007

La pista ciclabile nel lungomare di Sottomarina Chioggia da qualche mese ha segnato i lavori del Consiglio Comunale, in discussione non è la funzione e l’utilità di un opera importante, ma la sua collocazione e struttura e le problematiche ad essa collegate. Certo di non essere la persona più adatta a definire concetti urbanistici e di viabilità, di seguito si definisce l’opera sotto il profilo generale.

Una pista ciclabile (o percorso ciclabile o ciclopista) è un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso. Lo scopo di tali percorsi è separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocità diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli. Il codice della strada prevede che i ciclisti utilizzino una pista ciclabile quando disponibile.
Talvolta lo stesso percorso deve essere condiviso tra ciclisti e pedoni, e viene detto di conseguenza “ciclo-pedonale”.
Vi sono differenti tipi di piste ciclabili.
Dal punto di vista della collocazione e delle caratteristiche si distingue anzitutto tra:
1. percorsi ciclabili urbani
2. percorsi ciclabili extraurbani
A livello delle tipologie realizzative si possono invece individuare:
* percorsi inseriti in aree verdi in cui non è consentito l’accesso ai veicoli a motore. Questo tipo di pista ciclabile ha un uso prevalentemente ricreativo. In molti casi è condivisa tra ciclisti e pedoni.
* percorsi totalmente segregati: si tratta di percorsi sterrati o asfaltati che corrono paralleli a strade aperte al traffico veicolare, ma separati da cordoli, marciapiedi o guard-rail, in modo da rendere fisicamente impossibile la commistione con il traffico veicolare.
* percorsi logicamente segregati: si tratta di porzioni di carreggiata riservate al transito delle biciclette, indicate solo da segnaletica orizzontale e talvolta verticale.
Il fondo stradale può essere costituito da:
* sentiero
* sterrato, spesso livellato tramite posa di ghiaia
* asfalto
* mattonelle autobloccanti
Nelle realizzazioni in ambito urbano, le mattonelle autobloccanti tendono spesso a dissestarsi, provocando fastidiose vibrazioni per i ciclisti.
In ambito urbano, spesso le piste ciclabili vengono usate impropriamente come parcheggi, o per il transito di motoveicoli. Questo può essere impedito tramite apposite strutture di protezione (ad esempio, paletti), che impediscano fisicamente l’accesso ai mezzi non autorizzati.
Le piste ciclabili sono normalmente allocate al margine della sede stradale, e spesso sono realizzate su un solo lato della strada.