Scirocco

14 10 2007

Lo scirocco è un vento caldo proveniente da Sud-Est che proviene dal Sahara e da altre regioni del nord Africa. Prendendo tradizionalmente come punto di riferimento l’Isola di Zante (nel Mar Ionio), lo Scirocco prende il nome dalla Siria, direzione dalla quale spira il vento.
Nasce da masse d’aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mar Mediterraneo. L’aria calda e secca si mischia con quella umida del movimento ciclonico presente sul mare ed il movimento in senso orario spinge questa massa d’aria sulle coste delle regioni del sud Europa.
Lo scirocco secca l’aria ed alza la polvere sulle coste del Nordafrica, tempeste sul mediterraneo e tempo freddo ed umido sull’Europa. Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte persone attribuiscono a questo vento effetti negativi sulla salute per via del caldo e della polvere portata dalle coste dell’Africa e della discesa della temperatura in Europa (cfr. l’espressione popolare “sciroccato” e l’esclamazione “scirocco” diffusa in Veneto). La polvere può causare danni ai dispositivi meccanici e penetrare negli edifici.
Questi venti soffiano più di frequente, con velocità fino a 100 Km/h, in primavera ed autunno raggiungendo un massimo nei mesi di marzo e novembre
Lo stesso vento assume il nome di jugo in Croazia e ghibli in Libia. Lo scirocco che giunge sulle coste francesi contiene più umidità ed assume il nome di marin.





Acqua alta

14 10 2007

Con il termine di acqua alta sono indicati nella laguna di Venezia – Chioggia picchi di marea particolarmente pronunciati, tali da provocare allagamenti nell’area urbana. Il fenomeno è frequente soprattutto nel periodo autunnale-primaverile, quando l’alta marea arriva ad allagare buona parte della città rendendo difficili gli spostamenti per calli e campi
Per la misurazione dell’acqua alta ci si basa sull’altezza di marea misurata alla Punta della Salute (alla quale è riferito lo zero mareografico, cioè il livello medio del mare misurato nel 1867): è definita acqua alta una marea superiore ai +80 cm sullo zero mareografico, quando invece vengono raggiunti e superati i +110 cm si parla di acqua alta eccezionale.
In caso di acqua alta le città di Venezia e Chioggia sono dotate di un sistema di controllo delle maree collegato a diversi punti di rilevazione, in grado di informare gli abitanti attraverso un sistema sirene e tabelloni luminosi e di messaggi pre-registrati sui livelli di marea previsti.  Con circa 3 ore di anticipo sull’arrivo del picco di marea entra poi in funzione un sistema di sirene posizionate in punti strategici in grado di allertare l’intera popolazione e il cui numero di richiami consecutivi dà un’indicazione sull’entità dell’allagamento previsto. Nei periodi maggior frequenza del fenomeno si predispone infine un sistema di passerelle, ovvero tavole di legno appoggiate su supporti in ferro che creano percorsi “asciutti” per i principali snodi della città, garantiti fino ad un livello di marea di +120 cm (oltre i quali alcune passerelle potrebbero iniziare a galleggiare).
Da alcuni anni è in corso il progetto Mose che dovrebbe permettere la riduzione delle acque alte eccezionali per mezzo di barriere mobili ancorate al fondo delle bocche di porto della laguna ed azionabili attraverso un sistema pneumatico in modo tale da isolare la laguna dal mare durante il passaggio del picco di marea.
Per la sua particolare configurazione geografica a catino, il mare Adriatico presenta escursioni di marea molto più pronunciate rispetto al resto del Mediterraneo, la ragione è da ricercarsi nel fatto che la sua sessa, ha un periodo di oscillazione massimo confrontabile con quello della marea astronomica, rendendo in tal modo possibile la sovrapposizione delle due escursioni. La marea astronomica risente poi delle fasi lunari e solari, accentuandosi nei periodi di novilunio e plenilunio e durante gli equinozi.
A questo può andare ad aggiungersi l’azione locale di forti venti di scirocco, che spirando nell’Adriatico meridionale può frenare il reflusso delle acque dell’intero bacino, o bora, che spirando attraverso le bocche di porto della laguna può impedire al mare di riceverne l’onda di ritorno.
Il fenomeno di subsidenza, cioè di sprofondamento del terreno, parte per cause naturali, parte provocato dall’intenso emungimento di acque di falda effettuato in passato per alimentare il polo industriale di Porto Marghera, ha reso la costa maggiormente vulnerabile alla marea.
In normali condizioni la marea nella laguna  ha escursioni di 60-70 cm su un periodo di circa 12 ore, tuttavia la concomitanza parziale o totale degli eventi sopra descritti può portare ad acque alte con escursioni anche superiori ai due metri.